Due tigri e una giraffa: scopri i soprannomi e i dettagli di tre Rolex Daytona nei quali quadranti, diamanti e contrasti diventano riconoscibili al primo sguardo.
Alcuni orologi si ricordano attraverso una referenza. Altri evocano subito un’immagine. Basta osservare il quadrante per riconoscere uno sguardo felino o un motivo che richiama il mantello di una giraffa.
È il caso dei Rolex Cosmograph Daytona conosciuti come Eye of the Tiger e Giraffe. Interpretazioni nelle quali il disegno del quadrante diventa protagonista e suggerisce il nome con cui l’orologio entra nelle conversazioni tra appassionati.
Dietro questi soprannomi ci sono configurazioni da distinguere, dettagli da osservare e una relazione interessante tra il lavoro della manifattura e l’immaginazione di chi lo guarda.
Daytona 116588TBR: l’Eye of the Tiger in oro giallo
Presentato nel 2019, il Rolex Daytona 116588TBR combina oro giallo, lacca nera e diamanti in un quadrante dal disegno particolarmente espressivo.
I contatori color champagne si inseriscono tra linee scure e superfici incastonate. La lunetta, a sua volta, ospita 36 diamanti taglio trapezio al posto della scala tachimetrica. Questi elementi sono descritti nella presentazione del modello pubblicata da Mamić 1970 e nel resoconto contemporaneo di Deployant.
Il richiamo alla tigre nasce osservando l’insieme. I contatori e le forme che li circondano suggeriscono uno sguardo; il contrasto tra nero e tonalità dorate rafforza l’associazione con il felino.
I diamanti assumono quindi una funzione precisa nella composizione: contribuiscono a costruire il motivo del quadrante. La luce segue il disegno, mettendone in evidenza i contorni.
Anche il soprannome ha una testimonianza documentata. Nel proprio articolo da Baselworld 2019, Revolution attribuisce a Suzanne Wong il nome “Eye of the Tiger”. Un riferimento che consente di raccontarne la comparsa attraverso una fonte dell’epoca.
L’aspetto interessante è proprio questo incontro tra oggetto e interpretazione. Rolex realizza una configurazione; chi la osserva riconosce un’immagine e le dà un nome capace di descriverla.
Daytona 116589TBR: la tigre in bianco
Accanto alla versione precedente, la configurazione identificata nel carosello con la referenza 116589TBR propone un cambiamento visivo immediato.
Le tonalità calde lasciano spazio a superfici chiare, linee nere e riflessi. Il motivo del quadrante conserva il richiamo felino, ma l’impressione complessiva diventa più fredda e grafica.
“La tigre in bianco” è il titolo descrittivo che abbiamo scelto per raccontare questo contrasto. Serve a cogliere il carattere dell’immagine, senza attribuire alla formula il valore di una denominazione ufficiale.
Guardando le due configurazioni una accanto all’altra, l’occhio riconosce una parentela nel disegno. Cambia però il modo in cui emergono i dettagli: nella prima prevale l’incontro tra nero e oro; nella seconda è il contrasto tra zone scure e superfici luminose a guidare lo sguardo.
Per G LAB LUXURY, questo confronto mostra quanto la percezione di un orologio dipenda dall’equilibrio cromatico. Un motivo simile può assumere personalità differenti, pur restando immediatamente riconoscibile.
È anche il motivo per cui una fotografia d’insieme e un dettaglio ravvicinato raccontano aspetti diversi dello stesso quadrante. La prima restituisce il carattere; il secondo permette di seguire la composizione.
Daytona 126555TBR: il disegno del Giraffe
Con il Daytona 126555TBR, il richiamo animale cambia. Il soprannome Giraffe, tradotto in italiano come “Giraffa”, è documentato anche da Sotheby’s, che descrive con questo nome una configurazione in oro rosa con quadrante marrone e diamanti.
Nelle immagini, il motivo irregolare del quadrante richiama le macchie del mantello dell’animale. L’associazione nasce dalla disposizione delle aree e dall’accordo tra le tonalità, prima ancora che dalla presenza delle gemme.
Il marrone dà continuità alla composizione. A differenza delle due tigri, costruite attorno a contrasti più marcati, qui l’impressione visiva è quella di un insieme più caldo e uniforme.
Nel settembre 2025, Cam Wolf racconta su GQ il Giraffe tra le creazioni Rolex fuori catalogo, evidenziando anche la presenza dell’Oysterflex marrone.
Il soprannome sintetizza così un’identità visiva precisa. Permette di ricordare il disegno senza dover descrivere ogni singola area del quadrante.
Per approfondire la conoscenza dell’orologio, resta comunque utile affiancare al nome la referenza 126555TBR. È il riferimento dal quale partire per esaminare la configurazione e la documentazione di un esemplare.
Tre interpretazioni, un diverso modo di osservare il Daytona
Affiancati, questi tre orologi offrono un confronto interessante.
L’Eye of the Tiger in oro giallo gioca sul contrasto tra lacca scura e tonalità calde. La “tigre in bianco” rende lo stesso richiamo più grafico. Il Giraffe introduce una composizione nella quale il marrone e il motivo irregolare diventano gli elementi più riconoscibili.
La nostra lettura è che, in queste interpretazioni, il quadrante assuma quasi il ruolo di un’immagine da decifrare. Prima si percepisce l’insieme, poi si riconosce il soggetto suggerito dal soprannome, infine si osservano i dettagli.
È un percorso che rende interessante anche il confronto tra gusti differenti. Si può apprezzare la forza del contrasto, la continuità dei colori oppure il modo in cui le superfici incastonate partecipano al disegno.
Cosa conoscere oltre il soprannome
Per un collezionista, riconoscere il nome è soltanto il primo passo. La conoscenza di un segnatempo richiede di mettere in relazione referenza, quadrante, lunetta, bracciale e documentazione.
Nel caso delle configurazioni incastonate, è essenziale accertare l’origine delle lavorazioni e verificare eventuali interventi successivi. Una somiglianza estetica, da sola, offre informazioni insufficienti per stabilire la corrispondenza con una configurazione della manifattura.
Anche le affermazioni sulla rarità richiedono attenzione. Per le quantità prodotte delle versioni qui trattate, il dato è non verificabile con fonti pubbliche affidabili consultate per questo articolo. Il soprannome e la visibilità dell’orologio raccontano aspetti diversi rispetto al numero di esemplari realizzati.
Per G LAB LUXURY, la consulenza parte da questa attenzione: dare spazio al fascino dell’orologio e accompagnarlo con una lettura precisa delle sue caratteristiche.
